martedì 3 aprile 2012

ADSL in Italia: prezzi bassi, qualità scarsa

SOS Tariffe svela con una ricerca i costi dell'ADSL europea: buoni i prezzi in Italia, ma ancora carente la velocità dei servizi offerti.
 
Quanto costano i servizi di connettività in Europa? Sono proporzionati alla tipologia di servizio erogato? L’Italia è in linea con i paesi del Vecchio Continente? Si tratta di domande che sorgono spesso quando ci si accinge a sottoscrivere un contratto con un provider o, semplicemente, quando si vuole testare la bontà di un servizio confrontandolo a quello che succede oltralpe, come se oltre alle vette dei monti vi fosse un Eldorado. A rispondere a tutti questi quesiti è SOS Tariffe, con un’indagine sui maggiori provider europei.
La survey, che ha voluto prendere in considerazione 11 nazioni d’europa calcolandone il costo per Mbps al mese e la tipologia di offerte per i privati, dimostra innanzitutto un dato importante: lo Stivale, a differenza di quanto si pensi, non è una nazione cara in termini di ADSL. La qualità è ovviamente un altro discorso, che si porta appresso conseguenze ulteriori, ma in termini di prezzo la situazione italiana raggiunge la sufficienza.
Oltre ai costi, SOS Tariffe ha voluto indagare anche quali feature accompagnino ogni tipo di contratto ADSL. In Europa, soprattutto al Nord, l’ADSL è sempre più abbinata a pacchetti per la televisione digitale, presenti anche nel nostro paese con operatori quali Fastweb e Telecom Italia. In questo ambito, sono i Paesi Bassi ad aver la meglio, con un costo mensile dimezzato per i due servizi rispetto alle tariffe tipiche d’Europa.
Maglia nera italiana, invece, per quanto riguarda la velocità: mentre nel Vecchio Continente si viaggia dai 14 ai 29 Mbps, in Italia è raro trovare offerte al di sopra dei 20 Mbps, tra l’altro compatibili solo con le reti dei grandi centri urbani e raramente relativi a performance effettivamente riscontrate dall’utente finale.
Tecnico Informatico Verona

lunedì 2 aprile 2012

Nokia: suona il telefono, vibra il tatuaggio

Nokia ha brevettato un tatuaggio in grado di vibrare sulla pelle quando uno smartphone invia particolari input per segnalare chiamate, SMS o notifiche.
«Scusa, dovrei rispondere, mi sta vibrando il tatuaggio». Come ogni brevetto, anche l’ultimo registrato da Nokia sembra configurare più che altro un orizzonte fantascientifico, ma nulla può ormai stupire nell’ottica di quello che è l’odierno ritmo dell’innovazione tecnologica. Ed anche un tatuaggio che avverte di una chiamata, un SMS o una notifica in arrivo non può a questo punto stupire.
Come? Composizioni ferromagnetiche nell’inchiostro e campi magnetici induttivi possono riprodurre l’effetto con sufficiente facilità, peraltro consentendo anche effetti particolari per distinguere quale sia il tipo di segnalazione che si riceve.
L’utilità è tanto evidente quanto lo sono gli effetti collaterali. Un tatuaggio in grado di vibrare consentirebbe infatti la ricezione delle notifiche anche in luoghi o situazioni che impediscono di fatto l’utilizzo di suonerie, ma al tempo stesso un tatuaggio è per sempre e con esso le funzionalità che in questo caso si porta appresso nel caso di vicinanza con campi magnetici in grado di attivarne la ricettività.
Il brevetto 20120062371 è comunque nel frattempo registrato presso l’USPTO. Poi, in futuro, si vedrà quanto e se possa essere utile.

Tecnico Informatico Verona

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venerdì 30 marzo 2012

Batteria del computer portatile, consigli parte 2

Come promesso la seconda parte dei consigli sull'uso della batteria. La seconda parte contiene alcune dritte su come ottimizzare la durata della batteria.

Riduzione della luminosità: maggiore è la luminosità dello schermo, maggiore è il consumo di energia.

Accensione, spegnimento: i moderni sistemi operativi offrono la possibilità di estendere la durata della batteria regolando il consumo energetico e le prestazioni tramite appositi programmi.

Dispositivi inutilizzati o indesiderati: spegnere tutti i dispositivi inutilizzati, come i dispositivi Wi-Fi, Bluetooth, questi dispositivi possono consumare notevolmente la carica della batteria. Evitare, inoltre, attività multimediali, quali giocare, ascoltare musica o vedere un film e disattivate tutte le periferiche esterne collegate al portatile.

Deframmentazione: l’Hard Disk del computer, è sempre in funzione quando il computer è acceso alla ricerca di dati in esso memorizzati, effettuare periodicamente la deframmentazione che ottimizza il posizionamento dei dati consentendo alle testine di lettura del disco di individuare le informazioni più velocemente e di ridurre lo spostamento delle testine da settori non contigui del disco. Questa operazione vi consiglio di farla esegire ad tecnico informatico.

Aumentare la RAM: se si nota un elevato grado di attività del disco rigido, durante l'uso normale, è possibile che il sistema non ha memoria RAM a sufficienza e compensa la mancanza affidandosi al disco rigido per la memoria virtuale. Aggiungendo più memoria al notebook, si utilizza di meno la memoria virtuale riducendo l’attività dell’Hard Disk. Anche questa operazione vi consiglio di farla esegire ad tecnico informatico.

Chiudere le applicazioni non utilizzate: utilizzare poche applicazioni per volta, i programmi utilizzano energia anche quando sono inattivi.

giovedì 29 marzo 2012

Batteria del computer portatile, come la usi?

Ho fatto un piccolo sondaggio tra gli amici che hanno un computer portaile. La domanda che ho fatto è molto semplice. Ho chiesto come ricaricavano la batteria. Il risultato? Quasi nessuno segue una procedura corretta. Per questo ho voluto scrivere una breve guida con lo scopo di aiutarvi nell'allungare la vita della vostra batteria.
La prima carica completa: per ottenere le migliori prestazioni, i produttori consigliano una prima carica completa della durata che dipende dalla capacità della batteria stessa.
Non caricare inutilmente: non lasciare inutilmente in carica la batteria quando è già completamente carica.
Non usare il portatile con batteria ed alimentatore allo stesso tempo.
Lasciare scaricare completamente la batteria una volta al mese.
Evitare gli stress termici è meglio evitare sbalzi di temperatura.
Stoccaggio a lungo termine Se si prevede di non utilizzare il computer portatile per un lungo periodo, rimuovere e conservare la batteria con una carica al 50% in un luogo fresco.

E voi come avete usata fino ad ora la vostra betteria? Per ulteriori chiarimenti chiedete ad un consulente tecnologico.
Continua.. a domani per il seguito.

mercoledì 28 marzo 2012

Google Play è senza dominio

Google ha presentato un esposto per veder espropriato il dominio googleplay.com all'attuale proprietario (giapponese) per violazione di trademark.
Google ha esposto il proprio reclamo contro il dominio GooglePlay.com. L’obiettivo è del tutto chiaro: appropriarsi di un dominio che può diventare estremamente scomodo poiché direttamente correlabile al nuovo “Google Play” che sta per diventare il nuovo ombelico della distribuzione di contenuti online del gruppo di Mountain View.
Il servizio Google Play è stato presentato nei giorni scorsi. In prospettiva dovrà diventare l’hub attraverso il quale Google distribuirà ebook ed applicazioni, musica e film, il tutto in un riferimento solo che va a sostituire i vari marketplace fin qui sviluppati. L’importanza del progetto (sebbene sia finora limitato: in Italia, ad esempio, consente soltanto la distribuzione di app sostituendo di fatto il precedente Android Marketplace) è del tutto ovvia ed è pertanto del altrettanto ovvio come Google intenda tutelare il nuovo progetto partendo in primis dal brand.
Il caso è archiviato al numero 1432449 presso il National Arbitration Forum ove andranno valutate le ragioni delle due parti. La denuncia sarebbe stata presentata il giorno prima rispetto al lancio del nuovo Google Play, nel tentativo di forzare la mano per far proprio il dominio. Trattasi peraltro di una mossa primariamente difensiva: Google Play è destinato al momento a rimanere un sottodominio di Google (play.google.com), ma la presenza di GooglePlay.com in mani altrui non può che essere un intralcio alle attività del gruppo. La presenza di “Google” nel dominio potrebbe essere la leva primaria a vantaggio dei legali di Mountain View, i quali tenteranno di veder riconosciuta la violazione del trademark del gruppo per poter sottrarre il dominio alla controparte.
Oggi GooglePlay.com è di proprietà giapponese (whois) ed è utilizzato esclusivamente per la pubblicazione di annunci pubblicitari. Rimane da capire se Google abbia tentato o meno un compromesso per l’appropriazione del dominio o se abbia agito in extremis dal punto di vista legale soltanto per una questione di segretezza (“Google Play” è stata una autentica sorpresa per il mercato) e di principio (per veder punito chi viola il trademark “Google” invece che premiarlo con transazioni economiche).

martedì 27 marzo 2012

Adobe, nuova patch per una falla del Flash Player

Il Flash Player ha ricevuto un nuovo aggiornamento il cui obiettivo è quello di correggere un'ulteriore falla di livello 2 scoperta nelle ultime settimane.

Il Flash Player è nuovamente al centro dell’attenzione dal punto di vista della sicurezza. Adobe, infatti, ha rilasciato da poche ore un nuovo update che ha l’obiettivo di correggere una falla potenzialmente pericolosa per gli utenti che utilizzano il celeberrimo strumento per la riproduzione di contenuti multimediali online. Ad essere coinvolte sono sia le piattaforme desktop (Windows, OS X, Linux, Solaris) che quelle mobile (Android).
L’ultima versione rilasciata, caratterizzata dalla numerazione 11.1.102.63, include al proprio interno dunque la risoluzione di una vulnerabilità relativa alla classe Matrix3D interna al Flash Player, la quale risulta essere potenzialmente veicolo di attacchi dall’esterno in grado di corrompere la memoria del sistema in uso e, in casi estremi, consentire ad eventuali malintenzionati di prendere il controllo del computer della vittima.
Benché ritenuta critica, la vulnerabilità scoperta da due membri del team di ingegneri assoldati da Google per scovare falle in altre applicazioni non risulterebbe al momento essere stata accompagnata da un exploit capace di sfruttarne i punti deboli e realizzare dunque strumenti utili ad effettuare attacchi. L’aggiornamento in questione, infatti, è stato etichettato come di “priorità 2″ in una scala che va da uno a tre: trattasi insomma di una versione da installare entro 30 giorni, soprattutto in contesti aziendali, ma l’invito è comunque quello di procedere all’update nel più breve tempo possibile.
Mediante un’apposita pagina Web è possibile monitorare l’ultima versione disponibile del Flash Player e confrontarla con quella attualmente installata sul sistema in uso, così da comprendere se sia necessario o meno effettuare l’aggiornamento. Qualora siano presenti update, questi ultimi possono essere scaricati dal sito Web di Adobe, con la pagina di download ufficiale che fornisce in maniera automatica la versione più adatta al sistema operativo utilizzato. Il tutto, chiaramente, in contesti desktop, mentre gli utenti Android possono procedere con l’aggiornamento automatico mediante il relativo Market.

Tecnico Informatico Verona

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lunedì 26 marzo 2012

Facebook, arrivano le liste d’interesse

Facebook ha annunciato l'arrivo della lista d'interesse, una nuova funzionalità che permetterà di organizzare i propri interessi, con supporto ai feed rss.
Dopo aver offerto liste intelligenti e liste degli amici, ora Facebook introduce ai suoi utenti le liste degli interessi, un modo per organizzare e ordinare i propri interessi, ovviamente con supporto ai feed rss. Gli utenti potranno iscriversi a liste di interesse generiche afferenti, ad esempio, ad un argomento ampio come può essere lo sport, oppure temi più specifici come il campionato di calcio di serie A.
Le liste vengono create dagli stessi utenti del social network (possono essere pubbliche o private) e comprendono profili pubblici, ma anche sottoscrizioni o amici. Infatti, Facebook ha fatto sapere che le liste d’interesse sono separate da quelle degli amici, ma gli utenti potranno comunque aggiungere gli amici ad una lista d’interesse. Nel momento in cui un utente crea un elenco d’interesse, tutti gli argomenti principali di ciascun gruppo appariranno sulle sue news feed.
Il leader tra i social networking ha dichiarato che la nuova funzionalità sarà attiva entro le prossime settimane. Per certi versi, le liste d’interesse non differiscono molto dalle liste Twitter, che il sito di microblogging lanciò già nel 2009 come strumento per permettere agli utenti di organizzare tutti i loro disordinati contenuti all’interno di un feed e seguire i personaggi in base a determinati criteri, come “attori”, “sportivi” o “amici”.
Tuttavia, Facebook propone la nuova funzionalità più come uno strumento per seguire le notizie di una persona senza essere per forza amici o per tenere sott’occhio le notizie e raccogliere le informazioni di un utente o un argomento, senza necessariamente cliccare sul tasto “Mi Piace”. La scelta non sembra essere arrivata dal nulla, visto che recentemente un rapporto di Pew Internet Research ha dimostrato che gli utenti dei social network sono sempre meno amichevoli nei confronti di altre persone, il tutto anche a causa di preoccupazioni sulla privacy e timori per la sicurezza.
Le liste non fanno altro che estendere il ruolo del social network in una direzione maggiormente vicina a quella di Twitter e G+: Facebook non è più soltanto un riferimento per le “amicizie”, ma anche una interfaccia per seguire le attività altrui o, al contrario, per divulgare con modalità mainstream uno-molti. Una azione difensiva, insomma, che dota il network di quelle stesse funzionalità che parte dell’utenza ha finora cercato altrove.
Tecnico Informatico Verona