martedì 24 aprile 2012

Google, ulteriori novità per la ricerca

Google aggiorna il suo celebre motore di ricerca: circa 50 novità atte a migliorare ancora di più l'esperienza d'uso di un servizio ben collaudato.
Il nuovo round di aggiornamenti per Google è disponibile e porta con sé una cinquantina di novità. La lista completa delle implementazioni di questo mese è disponibile sul blog ufficiale del colosso di Mountain View, ma tra le più importanti si citano alcune modifiche nella processione dei testi anchor, migliorando i sistemi utilizzati per interpretarli e analizzarli. Difficile dire al momento di preciso di cosa possa trattarsi, ma è chiaro che una prova sul campo da parte degli esperti del settore permetterà di fugare qualsiasi dubbio.
Ci sono anche un paio di modifiche per gli elementi relativi alla ricerca di immagini, e più specificatamente in relazione alla qualità delle pagine in cui le foto compaiono. Verranno privilegiate nel dettaglio le immagini di maggior pertinenza anche se la pagine che le ospitano sono di qualità inferiore rispetto ad altre. Premiate anche quelle con dimensioni ragionevoli, purché non finiscano per far scadere la qualità complessiva dell’immagine.
Aggiornamenti arrivano anche per le query di navigazione utili nel dettaglio a supportare meglio l’utente qualora questi non conosca l’URL di destinazione nella sua ricerca oltre a migliorare la pertinenza del risultato con la parola chiave inserita. Infine, tra le altre cose interessanti si segnalano una migliore indicizzazione delle pagine dei profili pubblici, risposte brevi più precise e altri upgrade inizialmente disponibili solo per la sezione Google News ed ora estesi a tutte le query composte.

lunedì 23 aprile 2012

PayPal Payments, nuovi prezzi e nuove feature

PayPal ha annunciato nuovi piani tariffari e nuove funzionalità per Payments, proponendosi anche come soluzione per le transazioni con carte di credito.
Novità in arrivo da PayPal: il colosso dell’e-commerce ha infatti annunciato l’arrivo di nuovi piani tariffari e nuove funzionalità per il proprio servizio Payments, proponendosi di fatto come soluzione unica per i pagamenti per tutte le attività commerciali presenti online, ma non solo. In particolare, PayPal offrirà tre diverse tariffe, ciascuna caratterizzata da determinate feature messe a disposizione.
L’edizione Standard offrirà sostanzialmente tutte quelle che sono state le principali funzionalità messe a disposizione da PayPal fino ad oggi per la gestione delle transazioni, in maniera del tutto gratuita. In più, ai commercianti che ne faranno richiesta, sarà fornito, ancora gratuitamente, un lettore di carte di credito in grado di integrarsi con PayPal Here, il nuovo sistema di pagamenti in mobilità lanciato dall’azienda per sfidare aziende come Square in un settore ancora parzialmente inesplorato.
La tariffa Advanced, il cui canone è pari a 5 dollari al mese, mette invece a disposizione un sistema in grado di evitare che gli utenti debbano abbandonare il sito Web sul quale hanno effettuato un acquisto per dare il via al pagamento: le transazioni, infatti, potranno essere gestite direttamente sulla pagina del venditore.
La versione Pro, da 30 dollari al mese, offre poi la possibilità di modificare il layout di tali pagine per i pagamenti, rendendole simili a quelle del resto del sito. Gli utenti Pro avranno inoltre a disposizione un terminale virtuale per carte di credito con il quale potranno accettare pagamenti mediante quest’ultime attraverso fax, email, telefono ed altri strumenti. Per 30 dollari al mese, dunque, PayPal offre non solo la possibilità di pagare mediante il proprio canale ufficiale, bensì anche di sfruttare carte di credito senza possedere un account, motivo per cui il gruppo posseduto da eBay potrebbe rivelarsi una valida alternativa per tutti i commercianti alla ricerca di una soluzione unica per i pagamenti online.

venerdì 20 aprile 2012

Microsoft fra i maggiori sviluppatori di Linux

Secondo una relazione di Linux Foundation, il numero di sviluppatori che contribuiscono a migliorare il kernel è in crescita. E c'è anche Microsoft.
La Linux Foundation ha pubblicato il rapporto annuale sullo stato di salute del progetto e riporta che Microsoft fa parte della top20 delle compagnie che hanno contribuito allo sviluppo del kernel di Linux.
Una notizia che va decisamente in controtendenza rispetto alle dichiarazioni di Steve Ballmer, l’amministratore delegato di Microsoft, che aveva descritto Linux come “un cancro che aggredisce il senso della proprietà intellettuale d’ogni cosa che tocca”. Di tempo ne è passato e molte cose, evidentemente, sono cambiate.
Per i contributi apportati al kernel nella versione 2.3.36, Microsoft si colloca alla diciassettesima posizione con una percentuale dell’1% sul totale del lavoro compiuto. Le aziende che hanno dato il maggiore supporto sono Red Hat, Intel e Novell. Texas Instruments è invece stata nominata come azienda con la più rapida crescita di contributi, riflettendo un aumento di interesse per Linux da parte dei sistemi mobili.
Amanda McPherson, vicepresidente del marketing e dei servizi di sviluppo di Linux Foundation, ha fatto sapere tramite un comunicato stampa:
Linux è la piattaforma per il futuro del computing. Oggi più che mai, molti sviluppatori e aziende stanno contribuendo al progresso del sistema operativo, soprattutto nei settori delle comunicazioni mobili, embedded e cloud computing. La crescente partecipazione rappresenta la capacità di Linux ad adattarsi rapidamente alle nuove opportunità di mercato, ridurre i costi, e fornire un solido sostegno a lungo termine.
Rispetto a quello che si pensa, la relazione ha dimostrato che la stragrande maggioranza del lavoro di sviluppo del kernel di Linux è svolto da persone pagate dai loro datori di lavoro. La Linux Foundation stima che il 75% dello sviluppo è infatti eseguito da personale dipendente, anche se molti volontari sconosciuti ci lavorano nel tempo libero.
Nel complesso, il numero di programmatori che lavorano su Linux non è mai stato così alto come in questo ultimo anno: la versione 3.2 ha avuto 1.316 sviluppatori, rispetto ai 389 della versione 2.6.11, con più di 266 aziende coinvolte.

Tecnico Informatico Verona

giovedì 19 aprile 2012

Google Chrome, ogni maledetta domenica

Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato sono i giorni di Internet Explorer. Ma non la domenica: la domenica si usa Google Chrome.
Ogni domenica Google Chrome tocca il cielo con un dito per poi ricadere con i piedi per terra durante la settimana. Ogni domenica, infatti, Google Chrome tocca il massimo della propria popolarità per poi ripiombare alle quote tradizionali dal lunedì al sabato. Alcune domeniche è stato addirittura il browser più utilizzato, superando così per poche ore il leader storico del settore Internet Explorer. Poi però viene il lunedì ed una lunga settimana all’ombra del browser di Redmond.
L’andamento altalenante di Google Chrome e di Internet Explorer, che solo nel giorno della domenica arrivano a sfiorarsi fino a scambiarsi di posto, sembra essere legato in buona parte ai differenti ambiti nei quali i due browser sono utilizzati. Mentre Internet Explorer rimane sempre e comunque uno standard in azienda, imponendo pertanto l’uso forzato in ufficio, Chrome avrebbe ormai conquistato l’ambito privato, potendo così ottenere le migliori performance quando l’utente è libero di effettuare le proprie scelte.
I dati StatCounter fotografano tale realtà delineando un andamento perlopiù piatto per Firefox, la cui natura è invece meno legata a schemi precisi e la cui continuità nell’uso sembra pertanto radicarsi più ad una community di utenti che non ad un preciso ambito d’utilizzo.
Occorre ricordare come negli ultimi mesi IE abbia peraltro parzialmente invertito la rotta, recuperando parte del terreno perduto in precedenza e vedendo temporaneamente arrestata la grande avanzata di Chrome.

mercoledì 18 aprile 2012

Facebook lancia il contrattacco a Yahoo

Facebook contrattacca in tribunale Yahoo, che sarebbe a sua volta colpevole di aver infranto 10 brevetti appartenenti al colosso dei social network.
La causa di Yahoo contro il social network è giunta chiaramente in un momento delicato che ha mandato su tutte le furie i vertici di Facebook, che hanno così deciso di rispondere con la stessa moneta, accusando la controparte di aver indebitamente utilizzato suoi brevetti legati in particolare al business della pubblicità online e al servizio di condivisione foto Flickr, che sarebbe nato grazie a proprietà intellettuali che coinvolgono la capacità di connettersi ad altri utenti con un servizio online, la possibilità di identificare persone nelle fotografie (i cosiddetti “tag”) e generare feed di notizie personalizzate.
Secondo le informazioni dell’USPTO (l’ufficio brevetti USA), uno dei brevetti fatti valere da Facebook, riguardante un metodo per la codifica dei media digitali, indica l’amministratore delegato Mark Zuckerberg tra gli inventori. Ted Ullyot, general Counsel di Facebook, ha commentato: «Stiamo affermando rivendicazioni su brevetti di nostra proprietà in risposta alla decisione miope da parte di Yahoo di attaccare uno dei suoi partner dando priorità più alla controversia che all’innovazione».
La risposta della controparte non si è fatta ovviamente attendere. Il portavoce Eric Berman ha commentato la mossa come un cinico tentativo da parte di Facebook di distrarre la Corte dalla debolezza della sua difesa. La controffensiva del social network ha causato però un calo in borsa per Yahoo del 2,4%.

martedì 17 aprile 2012

Elezioni e tecnologia

Tempo di elezioni, a Verona si sceglie il nuovo sindaco. Noi di Tecnico Informatico Verona, sempre attenti alle problematiche tecnologiche, vogliamo soffermarci a ragionare e capire quali prospettive verranno proposte per il prossimo quinquennio.
Ai candidati alla poltrona di sindaco rivogiamo questa semplice domanda: nei vostri programmi elettorali quale spazio date alla tecnologia, quali proposte per la città e il territorio?

Non ci aspettiamo promesse di progetti faraonici che difficilmente potranno essere realizzate soprattutto in tempo di crisi economica ma iniziative di piccoli e grandi progetti di sviluppo tecnologico per la città e il territorio.

Non ci interessa ne vogliamo promuovere uno o l'altro candidato, qui NON facciamo politica a noi interessa solo la teconologia e siamo convinti che senza sviluppo non c'è futuro! Riteniamo che le istituzioni non si possano sottrarre dal ruolo fondamentale di promuovere iniziatiche di sviluppo tecnologico che aiutino cittadino e impresa a superare la congettura economia.

Fiduciosi che i candidati non si sotrarranno al confronto invitaimo tutte le altre realtà economiche, associative di cittadini e imprese del territorio a partecipare alla discussione proponendo le loro idee e progetti all'attenzione dei candidati e della cittadinanza.

Oltre al blog e alla pagina facebook siete invitati a partecipare alla discussione anche sul gruppo di linkedin.

Tecnico Informatico Verona - Per lo sviluppo tecnologico

lunedì 16 aprile 2012

Il boom degli amici rimossi da Facebook

Dati recenti mostrano come sempre più utenti del social network stanno togliendo l'amicizia ai loro contatti. Una moda che potrebbe costare cara a Zuckerberg.

E se gli amici virtuali tornassero a essere estranei veri? È questo quello che, con una preoccupante tendenza alla crescita, sta succedendo su Facebook. Alcune recenti analisi mostrano come sempre più persone stanno 'facendo pulizia' sulla propria bacheca, eliminando i contatti con cui non hanno veri legami di amicizia o parentela. Basta un click e, in un attimo, tutti quelli incrociati per caso, gli amici degli amici, gli sconosciuti o quelli che abbiamo accettato in lista anche se ci sono antipatici solo perché altrimenti ci sarebbero rimasti male possono essere rispediti al loro posto, cioè fuori dalla nostra vita.
La tendenza a eliminare i contatti sembra andare di gran moda sul social network più popolare del mondo: secondo i dati più recenti la percentuale degli utenti che ha tolto l’amicizia a parte dei suoi 'amici' è cresciuta dal 2009 al 2011 di circa il 7% passando dal 56% al 63%; tradotto in numeri significa che se nel 2009, 158 milioni di persone sono stati rimossi dalle liste dei contatti, nel 2011 a essere espulsi dalle bacheche sono stati in quasi mezzo miliardo di utenti. Numeri più che considerevoli che, anche se nessuno da Palo Alto ha voluto commentare, in realtà potrebbero creare non pochi grattacapi a Mark Zuckerberg e ai suoi.
La ‘bonifica’, infatti, potrebbe avere pesanti conseguenze, nel tempo, sul modello di business su cui si basa il social network americano.
Le ragioni le spiega Karen North, direttice dell’Annenberg Program che studia le comunità on line: “Facebook e il suo business si basano sulle interconnessioni tra le persone e sulle informazioni che queste si scambiano tra loro. Se gli utenti restringono la loro rete, eliminano gli amici, la capacità di Facebook di avere informazioni sui profili ne risentirà, e di conseguenza anche la sua capacità di inviare pubblicità su misura, cucita sartorialmente sui nostri interessi e curiosità”.
Ma, a questo punto, quello che va capito è perché gli stessi utenti che un tempo collezionavano amici, ora invece li rimuovono uno dopo l’altro e perché, come continua Karen North, “molti tendono a trascorrere meno tempo di prima su Facebook e comunque in modo molto meno attivo”.
La ragione è presto detta: “La popolazione di Facebook sta invecchiando- spiega Morley Winograd, direttore dell’istituto di Communication Technology Management all’ University della California-. Quelli che un tempo erano studenti ora hanno superato i 30 anni e, dunque, hanno altre preoccupazioni: preferiscono proteggere la loro vita privata invece che metterla in mostra”.
E così si scopre che nella vita virtuale come nella vita vera anche le amicizie possono finire. Basta un click.

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